ADHD e dipendenza da tecnologia: rischi, segnali e strategie per un uso consapevole
Negli ultimi anni smartphone, social network, videogiochi e piattaforme digitali sono diventati una presenza costante nella vita quotidiana di bambini e adolescenti. Se da un lato questi strumenti offrono opportunità di apprendimento, comunicazione e organizzazione personale, dall’altro il loro utilizzo eccessivo ha sollevato interrogativi sui possibili effetti negativi sullo sviluppo cognitivo, emotivo e comportamentale. Questa attenzione è particolarmente rilevante per i giovani con Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD), che sembrano presentare una maggiore vulnerabilità ai comportamenti problematici legati alla tecnologia (Tsai, 2020; Menéndez-García et al., 2022).
Che cos’è l’ADHD?
L’ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder, o Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da difficoltà nella regolazione dell’attenzione, dell’impulsività e, in alcuni casi, dell’attività motoria.
Le persone con ADHD possono sperimentare:
- difficoltà a mantenere l’attenzione su attività prolungate;
- elevata distraibilità;
- problemi di organizzazione e pianificazione;
- impulsività nelle decisioni e nei comportamenti;
- difficoltà nella gestione del tempo;
- irrequietezza o iperattività.
Queste caratteristiche possono influenzare il rendimento scolastico, le relazioni sociali e il benessere emotivo, rendendo alcune situazioni quotidiane più impegnative da gestire.
La dipendenza da tecnologia nei giovani e nei giovani con ADHD
L’aumento dell’utilizzo di dispositivi digitali ha portato la comunità scientifica a studiare il fenomeno delle dipendenze tecnologiche, che comprendono l’uso problematico di smartphone, videogiochi, social media e Internet.
Secondo l’ICD-11 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Disturbo da Gioco Digitale (Gaming Disorder) è caratterizzato da una perdita di controllo sul comportamento di gioco, dalla priorità attribuita al gioco rispetto ad altre attività e dalla persistenza del comportamento nonostante le conseguenze negative. Sebbene non ogni uso intenso della tecnologia possa essere definito una dipendenza, numerose ricerche suggeriscono che i giovani con ADHD siano più esposti al rischio di sviluppare comportamenti problematici legati all’utilizzo degli strumenti digitali (Tsai, 2020; Menéndez-García et al., 2022).
Uno studio condotto da Menéndez-García e colleghi (2022) ha evidenziato una maggiore frequenza di problematiche legate all’uso di Internet, videogiochi e telefoni cellulari nei bambini e negli adolescenti con ADHD rispetto ai coetanei senza diagnosi. Analogamente, Tsai (2020) sottolinea come il monitoraggio dell’utilizzo dello smartphone sia particolarmente importante nei giovani con ADHD, proprio per la maggiore vulnerabilità a sviluppare modalità d’uso disfunzionali.
Come riconoscere una possibile dipendenza da tecnologia
Non sempre è facile distinguere tra un utilizzo frequente e una vera difficoltà di controllo. Alcuni segnali possono tuttavia indicare la presenza di un problema:
- necessità crescente di trascorrere tempo online;
- difficoltà a interrompere l’utilizzo dello smartphone o dei videogiochi;
- irritabilità o nervosismo quando non si può accedere ai dispositivi;
- riduzione dell’interesse per attività precedentemente piacevoli;
- difficoltà scolastiche o calo del rendimento;
- alterazioni del sonno;
- isolamento sociale;
- problemi di concentrazione nelle attività quotidiane;
- tendenza a controllare continuamente notifiche, messaggi o aggiornamenti.
Quando questi comportamenti interferiscono in modo significativo con la vita scolastica, familiare o sociale, può essere utile approfondire la situazione con professionisti qualificati.
Quali sono le cause?
Le dipendenze tecnologiche non hanno un’unica causa, ma derivano dall’interazione di diversi fattori biologici, psicologici e ambientali.
• Ricerca di gratificazione immediata
Le applicazioni digitali sono progettate per fornire stimoli rapidi e continui attraverso notifiche, ricompense, contenuti personalizzati e feedback immediati. Questa caratteristica può risultare particolarmente attrattiva per le persone con ADHD, che spesso mostrano una preferenza per le ricompense immediate rispetto a quelle differite nel tempo (Tsai, 2020).
• Impulsività e difficoltà di autoregolazione
L’impulsività rappresenta uno dei sintomi cardine dell’ADHD e può rendere più difficile interrompere attività particolarmente stimolanti, come l’utilizzo dei social network o dei videogiochi.
• Ricerca di stimolazione
Molti ragazzi con ADHD sperimentano il bisogno di elevati livelli di stimolazione. Le piattaforme digitali, offrendo continuamente nuovi contenuti, riescono a soddisfare efficacemente questa esigenza.
• Fattori emotivi
Le tecnologie possono diventare uno strumento per gestire emozioni spiacevoli, noia, stress o frustrazione. Alcuni studi hanno inoltre osservato possibili associazioni tra dipendenze tecnologiche, ADHD e aspetti della regolazione emotiva (Kaypakli et al., 2020).
Rischi e sintomi associati
Un utilizzo problematico della tecnologia può influenzare diversi aspetti della vita quotidiana.
Sul piano cognitivo
- aumento della distraibilità;
- peggioramento delle difficoltà attentive;
- incremento della procrastinazione;
- riduzione della capacità di mantenere l’attenzione su attività meno stimolanti.
Sul piano emotivo
- irritabilità;
- ansia;
- stress;
- difficoltà nella gestione delle emozioni;
- senso di dipendenza dal dispositivo.
Sul piano fisico
- alterazioni del ritmo sonno-veglia;
- affaticamento;
- riduzione dell’attività fisica;
- sedentarietà.
Sul piano sociale
- minore partecipazione alle attività offline;
- conflitti familiari riguardo ai limiti di utilizzo;
- riduzione delle interazioni faccia a faccia.
Queste conseguenze possono aggravare difficoltà già presenti nell’ADHD, creando un circolo vizioso in cui l’uso della tecnologia diventa contemporaneamente una fonte di gratificazione e un fattore di mantenimento del problema.
Soluzioni e alternative per gestire la situazione
La gestione delle dipendenze tecnologiche non richiede necessariamente l’eliminazione completa degli strumenti digitali. L’obiettivo è sviluppare un utilizzo equilibrato e consapevole.
Tra le strategie più efficaci troviamo:
• Stabilire limiti chiari
Definire orari specifici per l’utilizzo dei dispositivi e prevedere momenti della giornata senza schermi aiuta a sviluppare maggiore autocontrollo.
• Utilizzare strumenti di monitoraggio
Timer, applicazioni di controllo del tempo di utilizzo e sistemi di monitoraggio possono aumentare la consapevolezza delle proprie abitudini digitali.
• Favorire attività alternative
Sport, attività artistiche, lettura, musica, giochi da tavolo e momenti di socializzazione rappresentano valide alternative in grado di fornire gratificazione e stimolazione senza ricorrere esclusivamente alla tecnologia.
• Migliorare le competenze di autoregolazione
Percorsi psicoeducativi, training sulle funzioni esecutive e interventi comportamentali possono aiutare bambini e adolescenti a sviluppare strategie efficaci per gestire impulsività e attenzione.
• Coinvolgere famiglia e scuola
Un approccio condiviso tra genitori, insegnanti e professionisti permette di creare regole coerenti e sostenere il ragazzo nel mantenimento di abitudini più equilibrate.
Quando la tecnologia diventa una risorsa
Sebbene spesso si enfatizzino gli aspetti problematici dell’uso della tecnologia, è importante ricordare che smartphone e applicazioni possono rappresentare strumenti molto utili per le persone con ADHD.
Diversi studi hanno evidenziato il potenziale delle tecnologie digitali nel supportare l’autogestione delle difficoltà associate all’ADHD (Powell et al., 2018). Calendari digitali, promemoria, timer, liste di attività e applicazioni dedicate all’organizzazione personale possono aiutare a compensare alcune difficoltà tipiche del disturbo.
Le tecnologie possono favorire:
- la pianificazione delle attività;
- la gestione del tempo;
- il rispetto delle scadenze;
- il monitoraggio degli obiettivi;
- la creazione di routine più stabili;
- il supporto all’autonomia personale.
Come evidenziato dalla ricerca di Powell e colleghi (2018), le soluzioni digitali possono rappresentare un valido complemento agli interventi tradizionali quando vengono utilizzate in modo appropriato e supervisionato.
Conclusioni
Il rapporto tra ADHD e tecnologia è complesso e richiede una visione equilibrata. Le evidenze scientifiche suggeriscono che i giovani con ADHD possano essere maggiormente vulnerabili all’uso problematico di smartphone, videogiochi e Internet (Tsai, 2020; Menéndez-García et al., 2022). Inoltre, l’esposizione intensa e continuativa ai media digitali sembra associarsi a un aumento del rischio di sviluppare o accentuare sintomi attentivi e impulsivi negli adolescenti (Ra et al., 2018), mentre le dipendenze tecnologiche possono essere correlate a difficoltà nella regolazione emotiva e nelle competenze socio-emotive (Kaypakli et al., 2020).
Tuttavia, sarebbe riduttivo considerare la tecnologia esclusivamente come un fattore di rischio. Gli strumenti digitali possono infatti rappresentare risorse preziose per le persone con ADHD, offrendo supporto nell’organizzazione delle attività, nella gestione del tempo e nel monitoraggio degli obiettivi quotidiani. Come evidenziato dalla ricerca di Powell e colleghi (2018), le tecnologie possono favorire l’autonomia e l’autogestione dei sintomi quando vengono integrate all’interno di strategie educative e terapeutiche appropriate.
Più che demonizzare smartphone e dispositivi digitali, l’obiettivo dovrebbe quindi essere promuovere un utilizzo consapevole e bilanciato della tecnologia, aiutando bambini e adolescenti a sviluppare competenze di autoregolazione e abitudini digitali sane. In questo modo, la tecnologia può trasformarsi da potenziale fonte di difficoltà a importante alleato nel percorso di crescita, apprendimento e benessere.
Psicologa
Dott.ssa Maria Giovanna Serena
Riferimenti
Kaypakli, G. Y., Metin, Ö., Varmiş, D. A., Ray, P. Ç., Çelik, G. G., Karci, C. K., & Tahiroğlu, A. Y. (2020). Technological addictions in attention deficit hyperactivity disorder: Are they associated with emotional intelligence? Indian Journal of Psychiatry, 62(6), 670–677. https://doi.org/10.4103/psychiatry.IndianJPsychiatry_369_19
Menéndez-García, A., Jiménez-Arroyo, A., Rodrigo-Yanguas, M., Marín-Vila, M., Sánchez-Sánchez, F., Román-Riechmann, E., & Blasco-Fontecilla, H. (2022). Internet, video game and mobile phone addiction in children and adolescents diagnosed with ADHD: A case-control study. Adicciones, 34(3), 208–217. https://doi.org/10.20882/adicciones.1469
Powell, L., Parker, J., & Harpin, V. (2018). What is the level of evidence for the use of currently available technologies in facilitating the self-management of difficulties associated with ADHD in children and young people? A systematic review. European Child & Adolescent Psychiatry, 27(11), 1391–1412. https://doi.org/10.1007/s00787-017-1092-x
Ra, C. K., Cho, J., Stone, M. D., De La Cerda, J., Goldenson, N. I., Moroney, E., Tung, I., Lee, S. S., & Leventhal, A. M. (2018). Association of digital media use with subsequent symptoms of attention-deficit/hyperactivity disorder among adolescents. JAMA, 320(3), 255–263. https://doi.org/10.1001/jama.2018.8931
Tsai, S. J. (2020). The importance of measuring problematic smartphone use in children with attention deficit hyperactivity disorder. Journal of the Chinese Medical Association, 83(9), 803–804. https://doi.org/10.1097/JCMA.0000000000000372
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